Spettacolare supercella su Cigliano (VC), domenica 8 settembre 2013

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Lo Zenastormchaser si ritroverà a cacciare nel territorio a cavallo tra l’alto Piemonte e l’alta Lombardia. Partiti da Genova alle 15.00, ci ritroviamo a Vercelli ovest con la Valentina Abinanti attorno alle 16.10 da dove attendiamo la formazione dei cumulonembi che non tarderanno a svilupparsi partendo dalle aree pedemontane lungo l’arco alpino. Inizialmente i temporali si presenteranno piuttosto disorganizzati, tradendo un’evidente origine orografica, restando intimamente legati alla presenza dei rilievi montuosi. Alcuni interessanti cluster temporaleschi prenderanno comunque vigore nelle aree pianeggianti poco a nord di Milano, trasferendosi nel giro di poche decine di minuti sin verso le aree prealpine. La prima parte della caccia verrà spesa nel tentativo di avvicinarci almeno in parte alle celle milanesi.

Il primo inseguimento porterà il team a cacciare sin verso il Lago Maggiore, dove un territorio montuoso e ricoperto di boschi renderà impossibile avere una visione chiara sullo stato del tempo. Tuttavia la presenza di banchi nebbiosi a bassa quota, sintomatici di una temperatura particolarmente fresca (18°C) spingerà il team a tornare verso le aree di pianura del vercellese, accantonando l’idea di cacciare a ridosso delle Alpi.

Sul tragitto di ritorno un temporale dall’aspetto più sviluppato è andato formandosi sulle colline a nord di Torino, approcciando la pianura piemontese occidentale. Inizialmente il temporale non sembrava possedere una struttura particolarmente fotogenica ma una volta vicini alla base, scrutiamo invece la presenza di una massiccia wall-cloud con una quota di condensazione molto bassa. Intercetteremo la spettacolare supercella  tra Borgo d’Ale (VC) e Cigliano (VC) avendo la possibilità di osservarne l’evoluzione con una relativa tranquillità.

Questa spettacolare supercella è stata caratterizzata da due cicli vitali distinti: il primo ciclo vitale è stato sicuramente quello più turbolento, caratterizzato da una massiccia wall-cloud dalla consistenza frastagliata e dall’estensione piuttosto ampia.

Scendendo verso la pianura la spettacolare supercella è entrata su di un territorio con aria più secca. Dopo una breve fase di crisi in cui il temporale sembrava perdere rotazione, un nuovo mesociclone andrà invece definendosi con gran rapidità proprio nel pieno della pianura, dovendo tuttavia lottare contro l’aria progressivamente più secca che andava incontrando sul suo percorso verso est. (vento di Marino) In conseguenza di questo, il secondo mesociclone corrispondente alla fase finale della supercella, è stato caratterizzato da una quota di condensazione posta a quota più elevata, nonchè da una estensione più limitata.

La presenza di strati d’aria più secca, posti anche alle quote superiori, ha consentito alla supercella di scolpirsi, acquistando sembianze di una LP (Low precipitation), dal grande impatto visivo. Nel reportage abbiamo deciso di inserire una sequenza di immagini che mostra la grande rapidità con la quale andrà definendosi il secondo mesociclone della supercella. A questo scopo, negli scatti fotografici sono stati messi in evidenza minuti e secondi, al fine di avere un’idea chiara sulla velocità di sviluppo.

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