Supercella sul golfo Ligure all’alba, 24 ottobre 2020

 

 

Avevamo sottovalutato il target che si era venuto a creare la mattinata di sabato 24 ottobre, quando la parte fredda di una circolazione depressionaria, ha raggiunto le regioni del nord, dando luogo allo sviluppo di forti temporali. Carburante fondamentale per lo sviluppo di questi temporali, il flusso di venti di Scirocco che hanno insistito lungo tutto il Tirreno, fino al mar Ligure, pompando aria calda e umida a ridosso della costa. In dormiveglia, nelle primissime ore del mattino, sono stato svegliato da una sequenza di tuoni fortissimi che mi hanno colto di sorpresa. Mi sono preparato velocemente per seguire lo sviluppo di questo forte temporale che nelle prime fasi di vita ha prodotto anche una tromba marina nei pressi della zona del porto.

Questo temporale ha presentato una struttura particolarmente spettacolare, con un mesociclone evidente ed una rotazione molto spiccata dell’updraft ai medi livelli. La struttura è rimasta magnificamente illuminata dalla luce radente del sole ancora molto basso nella prima parte della mattinata. La cosa incredibile è stata che il mesociclone invece di avvinarsi alla costa, finendo per essere disturbato dall’orografia, si è mantenuto sempre a debita distanza dai rilievi ma allo stesso tempo abbastanza vicino da poterne cogliere pienamente le fattezze.

Uno dei momenti più spettacolari li ho ripresi quando mi trovavo tra Recco e Sori; in quel momento il cumulonembo si presentava completamente avvitato da cima a fondo, alla base sono comparse le protuberanze sfrangiate di quello che era un accenno di wall-cloud, mentre la rotazione ai medi livelli si presentava sempre molto spiccata.

Ho effettuato l’ultimo stop sul lungomare di Chiavari, nella speranza che questa splendida supercella potesse continuare ad organizzarsi per raggiungermi nuovamente. Tuttavia le condizioni “ a contorno” stavano cambiando velocemente e dei nuovi, forti temporali hanno iniziato a svilupparsi nella seconda metà della mattinata lungo la costa della Toscana, segnale questo che la fascia dei contrasti si stava spostando verso le regioni centrali, abbandonando la Liguria.

La supercella è riuscita a superare il promontorio di Portofino, indebolendosi gradualmente, raggiungendo il tratto di costa di fronte a Chiavari nelle sue fasi finali di vita.

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