Un “prodigio” della natura! – Fulmini Liguria 02 settembre 2015

A seguito dell’ultimo periodo anticiclonico di stampo estivo che ha caratterizzato la parte finale di agosto, una nuova depressione è andata strutturandosi sui settori occidentali del Mediterraneo, portando una fase fugace di instabilità anche sulla Liguria. In linea generale questo passaggio instabile ha rappresentato un po’ lo spartiacque tra estate ed autunno, ed è stato caratterizzato per gran parte della sua durata dall’incessante ventilazione di Libeccio che ha limitato oltremodo la fenomenologia di natura convettiva sulla nostra regione. Questi temporali si riferiscono pertanto alla primissima fase dell’intero evento, quando I primi refoli d’aria fresca alle quote superiori si sono scontrati con le masse d’aria sensibilmente più calde ed assai umide lasciate in eredità dall’anticiclone.

Lo spettacolo è stato emozionante, potrei quasi affermare che per me, William Demasi, credendo di parlare un po’ a nome mio, un po’ a nome degli altri membri dello ZenaStormChaser, sia stata una delle più importanti giornate di caccia della stagione 2015 sulla Liguria e forse una delle più attese e desiderate dal sottoscritto. Il temporale a matrice orografica, era infatti caratterizzato da una dimensione piuttosto circoscritta ma I fenomeni che ha provocato sono stati severi. Diverse segnalazioni di grandine nell’immediato entroterra a cavallo tra il genovese ed il golfo del Tigullio, impressionante poi l’attività elettrica, con potenti fulminazioni che hanno squarciato il buio della notte, illuminando a giorno l’intero paesaggio. Tanto potenti e vigorosi che la mattinata successiva ho potuto origliare dai discorsi classici da bar, lo stupore che hanno destato I famigerati “crepi” (tuoni in gergo ligure) scuotendo le anime della persona comune ed in un certo senso anche disinteressata.

Dalle giovanissime torri convettive (updraft) continuavano ad innescarsi fulminazioni che illuminavano la nube dall’interno, alcune si abbattevano con violenza sulla terra, altre libravano la loro energia verso il cielo, altre ancora si propagavano nervosamente nei meandri delle nubi. Uno spettacolo ancestrale che ho avuto la fortuna di osservare da una distanza particolarmente ravvicinata. Mancavano infatti tutt’attorno al temporale, le classiche nubi accessorie di cui si circonda il cumulonembo. Le torri convettive quindi, erano messe a stretto contatto con blu scuro della volta celeste. Fulmini con le stelle e la luce della luna, elementi tipici delle notti serene ma non questo frangente! Un’improbabile abbraccio tra due condizioni atmosferiche completamente diverse tra loro.

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FULMINI DA SAN ROCCO

FULMINI

Questo temporale è stato un vero e proprio prodigio di contrasti, per me un portento della natura! Quello scritto in queste righe è un racconto più emotivo che tecnico, non so perchè proprio questo temporale abbia suscitato in me emozioni così forti, forse perchè è stata una delle poche volte in cui, seguendolo da solo senza nessun’altra persona attorno, ho sentito più forte il contatto tra me e la potenza indomabile della natura. Ne conserverò il ricordo per lungo tempo.

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Vi proponiamo infine quest’immagine , un dettaglio su uno degli scatti ripresi durante il mio secondo stop nella cittadina di Recco. Il fulmine nube-aria termina con un flusso di elettricità “blu” che si dissolve nell’atmosfera… In anni di fotografie ai temporali non ho mai avuto la possibilità di fotografare niente di simile. Circa la sua origine sono state tirate in ballo diverse ipotesi, consultandomi anche con altre persone. Tra le teorie più accreditate un “Blue Jet”, oppure un fenomeno di ionizzazione dell’aria pochissimi istanti prima di essere attraversata da un fulmine. La seconda ipotesi forse la più probabile. Link: https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-xpa1/v/t1.0-9/11218963_10206491270874462_592370272203600059_n.jpg?oh=fe3364f49708c8ce36eade7bdf886f2c&oe=56641296

 

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